venerdì 28 maggio 2010

IL MIO BLOG



Questo blog è un blog di condivisione tra docenti.
Vi sono anche blog di singoli docenti che possono integrare la comunicazione tra docente e studente nella quale vi sono indicazioni metodologiche, proposte di approfondimento, spunti di riflessione …
Vi sono inoltre blog di classe nei quali vengono favorite la lettura e la scrittura, si stimola la riflessione, si attivano processi collaborativi e si incentiva la gestione in autonomia.

Quali obiettivi si prefigge il mio blog:
1. Pubblicare contenuti sul web sottoforma di post
2. Permettere rimandi da un blog ad un altro originando una ragnatela di riferimenti incrociati
3. Creare uno spazio condiviso per scambiare informazioni e approfondire collaborativamente specifiche tematiche
4. Condividere con altri i miei interessi professionali del mondo della Scuola
5. Creare uno spazio virtuale in cui inserire le mie idee e le mie riflessioni e ricevere idee e riflessioni di altri
6. Rendere visibili le mie attività affinché possano essere utili ad altri
7. Condividere notizie pubbliche e/o personali

Chi ci scriverà e quali sono i destinatari finali:
1. Colleghi/blogger con interessi simili
2. Persone interessate a fare download di materiali didattici
3. Persone interessate a fare upload di materiali didattici
4. Chiunque voglia creare una comunità di discussione ispirandosi e motivandosi reciprocamente

Con che tempistica verrà sviluppato:
1. punto fondamentale dello sviluppo del blog è il continuo aggiornamento e l’inserimento di nuovi post;
2. celeri risposte ai commenti postati sul blog e sollecitazione alla continuazione di una discussione in rete.

SUI BLOG...

IN INGLESE


IN ITALIANO

martedì 25 maggio 2010

COMUNICAZIONE IN RETE

Carissimi colleghi,
sviluppo questo mio post come se fosse una lettera a tutti i blogonauti che fortunatamente (o malauguratamente :-)) vedranno questo blog.
L'utilizzo di questo mio blog è esclusivamente professionale e didattico e vorrebbe essere il più possibile snello nella struttura e comunicativo nella forma e nei contenuti.
Vorrei adeguare i più possibile questo strumento alle mie caratteristiche cercando però di condividere con voi linguaggi, termini specifici e riferimenti.
Lavoro nel mondo della scuola e mio bisogno primario è condividere con voi esperienze significative di progettazione di percorsi di Media Education a scuola.
Ho già visto l'incredibile lavoro di Monica sul PODCASTING che ha sviluppato nella sua scuola http://cresceroconte.blogspot.com/ e... WOW ...ruberò idee.
Siete i benvenuti :-))
Vi allego un piccolo prospetto di ciò che mi aspetto, anzi auspico nella costruzione e co-costruzione di questo blog.

DIDATTICA e NUOVI MEDIA di Paolo Ardizzone

domenica 23 maggio 2010

sabato 22 maggio 2010

Analisi testuale - 11 Settembre - Ken Loach

Analisi testuale di un audiovisivo

Le dimensioni dell'apprendimento - modello di M.L. Conner

http://books.google.it/books?id=x_MzmY2p4sIC&pg=PA62&lpg=PA62&dq=marcia+conner+apprendimento&source=bl&ots=2IwExxD4r6&sig=slbTkNTkjLfzICeMGYPu-Si_0vg&hl=it&ei=cI31S86uMpOC_Qb54v3ICg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=5&ved=0CCEQ6AEwBA#v=onepage&q=marcia%20conner%20apprendimento&f=true

MED a scuola




Consiglio anche un secondo testo molto interessante e ricco di spunti operativi (con CD ROM allegato) per un'esperienza di Media Education a scuola.
Segnalo inoltre un sito altrattanto interessante.

Buona connessione!!
http://www.medmediaeducation.it/

2° sincrono Prof. Rivoltella

1° sincrono Prof. Rivoltella

CONNETTIVISMO di Siemens



CONNETTIVISMO di Siemens

Per cercare di spiegare una nuova modalità di apprendere basata sul paradigma delle reti, è emersa recentemente una nuova teoria dell'apprendimento nell'era digitale, denominata connettivismo, formulata per la prima volta da George Siemens sulla base delle sue analisi dei limiti che teorie quali il comportamentismo, il cognitivismo e il costruttivismo evidenziano nel tentativo di spiegare gli effetti dell'uso delle tecnologie sul nostro modo di vivere, di comunicare, di apprendere. Il connettivismo si rapporta alla teoria dell'apprendimento abbinata ai nuovi strumenti della tecnologia

Aspetti
Un aspetto peculiare del connettivismo è l'uso della rete con nodi e connessioni come metafora centrale per spiegare come avviene l'apprendimento.
In questa metafora, un nodo è qualunque cosa che possa essere connessa ad un altro nodo: informazioni, dati, immagini, sentimenti. L'apprendimento è un processo che crea delle connessioni e sviluppa una rete. Non tutte le connessioni, in questa metafora, sono dotate di uguale forza nella rete; in realtà, molte connessioni possono essere abbastanza deboli.

Principi del connettivismo
-L'apprendimento e la conoscenza si fondano sulla differenza di opinione.
-L'apprendimento è un processo di connessione di nodi specializzati o fonti di informazione.
-L'apprendimento può essere residente in applicazioni non umane.
-La capacità di sapere di più è più importante di quanto già si sa al momento.
-Alimentare e mantenere le connessioni è necessario per facilitare l'apprendimento permanente.
-La capacità di individuare connessioni fra campi, idee e concetti è un'abilità centrale.
-La validità (conoscenze esatte e aggiornate) è l'intento di tutte le attività di apprendimento di stampo connettivista.
-Prendere delle decisioni è esso stesso un processo di apprendimento: saper scegliere cosa imparare e il significato delle informazioni in entrata è visto attraverso la lente di una realtà in mutamento. Se adesso c'è una giusta risposta, essa potrebbe rivelarsi errata domani a causa delle alterazioni del clima delle informazioni che influenzano la decisione.

Un testo di riferimento irrinunciabile per conoscere i principi che sottendono questa teoria è Knowing Knowledge, di George Siemens.

Il connettivismo nell'e-learning
Mohamed Ally delll'Università di Athabasca, Canada, sostiene il connettivismo considerandolo una teoria dell'apprendimento più appropriata per l'e-learning rispetto a meno recenti teorie quali comportamentismo, cognitivismo e costruttivismo. La sua posizione si fonda sull'idea che il mondo è cambiato diventando più interconnesso attraverso la rete, quindi le teorie dell'apprendimento che si sono sviluppate prima di questi cambiamenti globali sono meno pertinenti. Tuttavia, Ally sostiene che “ciò che occorre non è una nuova teoria stand-alone per l'età digitale, ma un modello che integri le differenti teorie per guidare la progettazione dei materiali on line”.

Critiche al connettivismo
Il connettivismo è stato soggetto anche a critiche su parecchi fronti.
Pløn Verhagen ha sostenuto che il connettivismo non è una teoria dell'apprendimento, ma piuttosto una “visione pedagogica.” Verhagen afferma che le teorie dell'apprendimento dovrebbero trattare del livello educativo (come si impara), invece il connettivismo si rivolge al livello curricolare (che cosa si impara e perché si impara).
Bill Kerr, un altro critico del connettivismo, crede che, sebbene le tecnologie influenzino gli ambienti di apprendimento, le teorie attualmente esistenti sono sufficienti per spiegare la riflessione sui modi di prodursi della conoscenza nell'era digitale.
Anche Antonio Calvani mette in guardia dai facili entusiasmi, soprattutto quando in queste teorie si cerca di coinvolgere il mondo della scuola pretendendo che essa si adegui ai nuovi principi sottovalutando la complessità di operazioni tecniche e cognitive cui si perviene solo dopo un lungo ed articolato percorso formativo, percorso basato anche sull'apporto della cultura tradizionale. " Un trasferimento selvaggio del connettivismo alla scuola può indurre a credere che basti mettere gli allievi in rete per produrre conoscenza, consolidando quel famoso stereotipo diffuso, secondo cui più tecnologie si usano, in qualunque modo lo si faccia, e meglio è per l'apprendimento."

Tratto da Wikipedia

Testi per la Media Education a scuola






A scuola con i media digitali
A cura di Piercesare Rivoltella e Simona Ferrari
Problemi, didattiche, strumenti. [Edito da Vita e Pensiero]
Libri
Pubblicato: 23 febbraio 2010


I media digitali stanno trasformando le pratiche di consumo dei giovani. Mobilità, socialità, marcata autorialità, ne fanno un crocevia per le logiche di costruzione della cultura, l’educazione, la cittadinanza. La scuola e, in generale, le agenzie educative non possono non raccogliere la sfida che proviene da questi dispositivi, veri e propri ambienti per gli individui e i contesti in cui essi operano e interagiscono. Il volume raccoglie in questo senso i risultati di una riflessione condotta negli ultimi anni dal CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sia sul versante della concettualizzazione teorica sia della sperimentazione educativa. Il CD-Rom allegato, oltre ai materiali della ricerca, contiene un numero cospicuo di schede didattiche espressamente rivolte a insegnanti, animatori socio-culturali, educatori.

Gli Autori
Piercesare Rivoltella è professore ordinario di Didattica e tecnologie dell’istruzione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano. Direttore del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia), è presidente della SIREM (Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale). Si occupa nella sua ricerca di Media Education e tecnologie didattiche e dirige la rivista «REM – Research on Education and Media». Trai i suoi ultimi lavori: Screen generation (Vita e Pensiero, Milano 2006), Digital Literacy (Herschey, 2008), Media e tecnologie per la didattica (con Paolo Ardizzone, Vita e Pensiero, Milano 2008).

Simona Ferrari è assegnista di ricerca presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano. Dottore di ricerca in Psicologia dei processi linguistici e comunicativi, è coordinatore del CREMIT, Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia), dell’Università Cattolica. Interessata ai temi della valutazione e della formazione degli insegnanti nel campo delle tecnologie didattiche, è autrice di numerosi saggi ed articoli. Ha pubblicato Giochi di rete (Milano 2006).